Quanti significati
per unico significante
proprio come noi
che attraverso le parole
confondiamo l'essere
con l'essere stato
e l'agire con l'atto,
per dir coraggio
bisogna tirarle fuori,
nel fantasticare con esagerazione
hanno lo stesso valore,
sono attributi
di quasi tutti i maschi virili,
sono sfere geometriche
dalla superfice equidistante
al centro o al fulcro
delle infinite secanti,
servono per giocare
da soli o in squadra
ad ogni azione un nuovo rotolio
frammenta gli attimi creando entusiasmo,
e quando girano
diventi pericoloso
anche se non le hai
per morfologia del gioco,
quelle blasonate
indicano etichetta e pregio
quelle delle statue
sono piccole ed affusolate,
per molti sono attributo di qualcosa
per altri un ingombro
quando si è deciso di cambiar natura,
certo noi umani siamo strani,
in questo girar vorticoso
di sfere grandi e piccole
pesanti e assai leggere
attraverso il dire creiamo l'intesa,
e nell'intesa a ordire
una conoscenza assai particolare
che nella condivisione
assume titolo d'assioma
perchè si da ragione al significato
e non più al significante,
tuttavia le stesse
possono esser paragonate tranquillamente
a bolle di sapone,
e noi siamo il sapone
e il liquido per schiuma
la nostra percezione,
percezione di un oltre
che forse
non esiste
affatto.
giùciaravolo
domenica 16 agosto 2015
L'occhipido
Vivevo in una folta foresta
di peli e la mia terra
generosa di quel rosso vivo
auspicava lunga vita
a me e alla progenie
avevo compagne a centinaia
figli sparsi in ogni punto
un meraviglioso posto di ristoro,
gaudente per le mie conquiste
intervenivo come cavaliere indomito
alle frequenti risse
per accaparrarsi la fontana più succosa,
tutto sembrava procedere per il meglio
ma a colazione m'accorsi
del sapore strano di quel succo
ormai melmoso con un tanfo e un lezzo
da far rabbrividire un cammello nel deserto
non mi interrogai troppo sull'accaduto
feci appena in tempo e precipitai
giù per un orecchio
fino a raggiungere
uno strano suolo mai visitato prima
troppo freddo e privo di quella linfa
di cui parlavo prima,
lasciavo quel luogo tanto amato
per una necessità incombente
lui s'apprestava alla bara
ed io a nuove esplorazioni,
mentre immaginavo questo
sopraggiunse un geco
e in meno di un istante
raggiusi lo stesso luogo del mio ospitante.
giùciaravolo
di peli e la mia terra
generosa di quel rosso vivo
auspicava lunga vita
a me e alla progenie
avevo compagne a centinaia
figli sparsi in ogni punto
un meraviglioso posto di ristoro,
gaudente per le mie conquiste
intervenivo come cavaliere indomito
alle frequenti risse
per accaparrarsi la fontana più succosa,
tutto sembrava procedere per il meglio
ma a colazione m'accorsi
del sapore strano di quel succo
ormai melmoso con un tanfo e un lezzo
da far rabbrividire un cammello nel deserto
non mi interrogai troppo sull'accaduto
feci appena in tempo e precipitai
giù per un orecchio
fino a raggiungere
uno strano suolo mai visitato prima
troppo freddo e privo di quella linfa
di cui parlavo prima,
lasciavo quel luogo tanto amato
per una necessità incombente
lui s'apprestava alla bara
ed io a nuove esplorazioni,
mentre immaginavo questo
sopraggiunse un geco
e in meno di un istante
raggiusi lo stesso luogo del mio ospitante.
giùciaravolo
Il guastafeste
Non mandatemi al diavolo
se scrivo qualcosa
quando me ne viene voglia
che può turbare,
il vostro sonno dolce
ricco di storie e meraviglie
per un annientarsi senza tempo
annichilendo la noia nel frattempo,
si avvicina presto quella data
dove oltre alla spocchia di stagione
s'aggiunge puntuale la befana
ricca di stelle appariscenti,
tenete su il muso
o fate meglio sdraiatevi sulla spiaggia
desiderate ciò che volete
intanto il vento sempre cambia,
ricordatevi che quelle non sono stelle
ma solo frammenti in collisione
è già una fortuna
che non sopraggiunga uno stellone colossale,
in quel caso la befana sparirebbe
vigliacca come è
lascierebbe il posto
subito alla disperazione calzante,
e se ci cade in testa
sfortunati noi
potremmo finalmente dire
"Quant'è bella la cometa",
non temete
non faccio il malaugurio
anche se spesso penso a quelli
che trascorrono le ferie in un tugurio,
perdonate la mia insolenza
immaginare è bello
farsi prendere per i fondelli
è micidiale.
giùciaravolo
se scrivo qualcosa
quando me ne viene voglia
che può turbare,
il vostro sonno dolce
ricco di storie e meraviglie
per un annientarsi senza tempo
annichilendo la noia nel frattempo,
si avvicina presto quella data
dove oltre alla spocchia di stagione
s'aggiunge puntuale la befana
ricca di stelle appariscenti,
tenete su il muso
o fate meglio sdraiatevi sulla spiaggia
desiderate ciò che volete
intanto il vento sempre cambia,
ricordatevi che quelle non sono stelle
ma solo frammenti in collisione
è già una fortuna
che non sopraggiunga uno stellone colossale,
in quel caso la befana sparirebbe
vigliacca come è
lascierebbe il posto
subito alla disperazione calzante,
e se ci cade in testa
sfortunati noi
potremmo finalmente dire
"Quant'è bella la cometa",
non temete
non faccio il malaugurio
anche se spesso penso a quelli
che trascorrono le ferie in un tugurio,
perdonate la mia insolenza
immaginare è bello
farsi prendere per i fondelli
è micidiale.
giùciaravolo
Ai moralisti
Quant'è immorale
questa umanità
che si nasconde
dietro al mignolo dell'ipocrisia,
su questo mondo
si scivola sempre
come se fosse tutto insaponato,
difficile è reggersi da soli,
la parodia del buon costume
conosce bene i suoi apostoli
che prontamente
con l'indice puntato in alto,
stabiliscono la quota
al giusto ,al buono, al corretto
compatibilmente al proprio magma di riferimento
si creano migliaia di gabbiette obiètte
ciascuno per ogni tipo di animale strano
i lussuriosi hanno un trattamento speciale,
peggio dei cialtroni e dei vigliacchi,
poveri cristi posti a render vivo
un palcoscenico vuoto
senza attori e nè pubblico
messi in croce ancora vivi
solo perchè vivi solamente,
sono sbigottito da tanta bigotteria diffusa
vecchi ormai privi di linfa
giudicano troppo provocanti
certe giovanette,
e pur tramano , di questo son sicuro
in cuor loro, di ricevere magari in affitto
una a caso di costoro
per far tacer finalmente il proprio turbamento,
ogni favola vorrebbe inseganar morale
forse in parte questo accade
ma solo in letteratura
che è come dire lettera morta,
la moralità è un costume
che col tempo vuol rimanere sempre nuovo,
ammirato , lodato, preso come riferimento,
guai ad analizzarne il fondo,
schiere di neofiti
son pronti a fare sassaiole
a chiunque tenti di toglier loro
questo privilegio per impotenti,
l'idea del desiderar perfetto
mi fa inorridire
cosè che perfettamente si può desiderare?
un' idea forse, non certo una sensazione,
ma lasciamo perdere
la gente comune va di fretta
aspetta sempre che qualcuno
gli indichi la strada,
anche s'è sbagliata
chi se ne frega
l'importante è condividerla
a maggior ragione
con un numero maggiore di persone
in modo da rassicurare il proprio ruolo
all'interno della gabbia civile,
altro che sistema cartesiano
queste logiche cosi formali
assumono l'aspetto
di gironi infernali
dove ciascuno nasconde il proprio se all'altro,
di questo passo
oltre alla ragione si perderà anche il senso
per ogni piccola emozione cancellata,
si aprono le porte dell'inferno eterno,
un inferno privo di ogni forma
fatto di silenzio ed echi lontani
che da lontano ti fanno il verso
..."scemo...scemo...scemo"
fino a dileguarsi lentamente
come noi!
giùciaravolo
questa umanità
che si nasconde
dietro al mignolo dell'ipocrisia,
su questo mondo
si scivola sempre
come se fosse tutto insaponato,
difficile è reggersi da soli,
la parodia del buon costume
conosce bene i suoi apostoli
che prontamente
con l'indice puntato in alto,
stabiliscono la quota
al giusto ,al buono, al corretto
compatibilmente al proprio magma di riferimento
si creano migliaia di gabbiette obiètte
ciascuno per ogni tipo di animale strano
i lussuriosi hanno un trattamento speciale,
peggio dei cialtroni e dei vigliacchi,
poveri cristi posti a render vivo
un palcoscenico vuoto
senza attori e nè pubblico
messi in croce ancora vivi
solo perchè vivi solamente,
sono sbigottito da tanta bigotteria diffusa
vecchi ormai privi di linfa
giudicano troppo provocanti
certe giovanette,
e pur tramano , di questo son sicuro
in cuor loro, di ricevere magari in affitto
una a caso di costoro
per far tacer finalmente il proprio turbamento,
ogni favola vorrebbe inseganar morale
forse in parte questo accade
ma solo in letteratura
che è come dire lettera morta,
la moralità è un costume
che col tempo vuol rimanere sempre nuovo,
ammirato , lodato, preso come riferimento,
guai ad analizzarne il fondo,
schiere di neofiti
son pronti a fare sassaiole
a chiunque tenti di toglier loro
questo privilegio per impotenti,
l'idea del desiderar perfetto
mi fa inorridire
cosè che perfettamente si può desiderare?
un' idea forse, non certo una sensazione,
ma lasciamo perdere
la gente comune va di fretta
aspetta sempre che qualcuno
gli indichi la strada,
anche s'è sbagliata
chi se ne frega
l'importante è condividerla
a maggior ragione
con un numero maggiore di persone
in modo da rassicurare il proprio ruolo
all'interno della gabbia civile,
altro che sistema cartesiano
queste logiche cosi formali
assumono l'aspetto
di gironi infernali
dove ciascuno nasconde il proprio se all'altro,
di questo passo
oltre alla ragione si perderà anche il senso
per ogni piccola emozione cancellata,
si aprono le porte dell'inferno eterno,
un inferno privo di ogni forma
fatto di silenzio ed echi lontani
che da lontano ti fanno il verso
..."scemo...scemo...scemo"
fino a dileguarsi lentamente
come noi!
giùciaravolo
1,2,3...via!
La madre degli sciocchi
non è sempre incinta
anche se ne produce a migliaia
talvolta ha anche qualche aborto,
questi non nati
sono venuti ancor prima di nascere
per andasene subito
disgustati dal fetore dell'umanità.
non c'è problema
rinasceranno ancora
la vita è una bestemmia
che si ripete all'infinito,
questa volta il dio insensato
metterà tutte le sue cose a posto
cosi da rendere l'infelice povero
solo un disperato agonizzante,
e il ricco un insensato peggio
di egli stesso
proprio a sua immagine e somiglianza
miliardi di vermi in attesa di essere imbalsamati
non tutte le cose
son fatte per essere dette
e il verbo non ha alcuna potenza
siamo cenere su carboni ardenti,
pronti al volar
appena s'alza un soffio
di qualsiasi vento
tanto è il peso di una tracotanza a tempo,
gli eliofanti son portatori sani
di quell'euforia che dura poco
insieme alle misteriose tesi
dei pensatori pensanti,
scrivere non è poi così importante
come vivere o morire per un' idea
o santificare il proprio membro
all'altissimo celeste,
è solo la follia che galoppa
da sempre nel prato sconfinato
frenato dal giogo del banale
condiviso come normalità
dalla gente.
giuseppeciaravolo
non è sempre incinta
anche se ne produce a migliaia
talvolta ha anche qualche aborto,
questi non nati
sono venuti ancor prima di nascere
per andasene subito
disgustati dal fetore dell'umanità.
non c'è problema
rinasceranno ancora
la vita è una bestemmia
che si ripete all'infinito,
questa volta il dio insensato
metterà tutte le sue cose a posto
cosi da rendere l'infelice povero
solo un disperato agonizzante,
e il ricco un insensato peggio
di egli stesso
proprio a sua immagine e somiglianza
miliardi di vermi in attesa di essere imbalsamati
non tutte le cose
son fatte per essere dette
e il verbo non ha alcuna potenza
siamo cenere su carboni ardenti,
pronti al volar
appena s'alza un soffio
di qualsiasi vento
tanto è il peso di una tracotanza a tempo,
gli eliofanti son portatori sani
di quell'euforia che dura poco
insieme alle misteriose tesi
dei pensatori pensanti,
scrivere non è poi così importante
come vivere o morire per un' idea
o santificare il proprio membro
all'altissimo celeste,
è solo la follia che galoppa
da sempre nel prato sconfinato
frenato dal giogo del banale
condiviso come normalità
dalla gente.
giuseppeciaravolo
Cesena
L'entusiasmo collettivo
mi sgomenta
quasi più dei complimenti
esternati sulla mia scrittura,
un filo di voce
sale dalle strade mute e cieche
di questa città dormiente
anestetizzata dalla coca
e dalla forza di non reagire
o di farlo in maniera così discreta
che equivale a quasi niente.
la dittatura degli avvenimenti
scandisce le ore, i minuti e i secondi
di quasi tutti
a lato di un angolo poco illuminato
s'intravede il muso duro
del ladruncolo di professione
che approfittando del gas esilarante
s'arrampica veloce più di un gatto
facendo acrobazie
usa i ferri del mestiere
come un chirurgo fa col paziente
la porta è una scommessa
vincere la paura è certa gloria,
eroi di un mondo gelido e velato
incapace di trovare sfogo
alle proprie debolezze
fiacco per natura al belar egregiamente,
come pecore ammansite dal buon pastore,
buona parte di questi
sono peggio delle iene
fameliche assetate di pecunia e accumulare,
trovare un buon riposo non è facile
attenderò la fine
semmai resterò malgrado tutto
in questo squallido paese.
mi sgomenta
quasi più dei complimenti
esternati sulla mia scrittura,
un filo di voce
sale dalle strade mute e cieche
di questa città dormiente
anestetizzata dalla coca
e dalla forza di non reagire
o di farlo in maniera così discreta
che equivale a quasi niente.
la dittatura degli avvenimenti
scandisce le ore, i minuti e i secondi
di quasi tutti
a lato di un angolo poco illuminato
s'intravede il muso duro
del ladruncolo di professione
che approfittando del gas esilarante
s'arrampica veloce più di un gatto
facendo acrobazie
usa i ferri del mestiere
come un chirurgo fa col paziente
la porta è una scommessa
vincere la paura è certa gloria,
eroi di un mondo gelido e velato
incapace di trovare sfogo
alle proprie debolezze
fiacco per natura al belar egregiamente,
come pecore ammansite dal buon pastore,
buona parte di questi
sono peggio delle iene
fameliche assetate di pecunia e accumulare,
trovare un buon riposo non è facile
attenderò la fine
semmai resterò malgrado tutto
in questo squallido paese.
Giùciaravolo
sabato 1 agosto 2015
L'orchidea
Saltellando qua e la
sull'infelice pantano
delle cose sempre a posto
l'aria zoppicante,
il tanfo della lira in disuso
baluardo di un' epoca
mai esistita
assecondano il passo
dell'orchidea verdeggiante
sempre più orca e meno dea
ad ogni salto rimpiange
di non esser più stata
solo idea.
sull'infelice pantano
delle cose sempre a posto
l'aria zoppicante,
il tanfo della lira in disuso
baluardo di un' epoca
mai esistita
assecondano il passo
dell'orchidea verdeggiante
sempre più orca e meno dea
ad ogni salto rimpiange
di non esser più stata
solo idea.
giuseppeciaravolo
Iscriviti a:
Post (Atom)






