Non si può avere tutto dalla vita....
ma non avere nulla per tutta l'esistenza è assolutamente inaccettabile.
Io non so fare nulla...
non ho mai fatto nulla...
cerco di non fare nulla.
Certe battute dette dalla gente
sono così stupide che l'unico dispetto da fare
è quello di ridere facendo credere a costoro di essere degli autentici comici.
Non so se a ragione o a torto
hai ragione tu o io
ma una cosa è certa
io dico sempre la verità quando questa si amalgama con i miei difetti.
la scuola è l'anticamera dell'ignoranza
se stai ottusamente attento ad ogni corbelleria spacciata per verità
finirai col credere che quella sia l'unica verità.
Il matrimonio è un falso contratto
che riesci a rispettare
solo quando vivi lontano da tua moglie
cercando invano di liberartene.
I figli sono una maledizione
da piccoli ti rompono i coglioni
da grandi ti evitano come la peste
da adulti ti abbandonano.
La famiglia è il primo esempio
di come la società civile
si regga su regole apparentemente solide
ma fragili per natura.
lunedì 21 novembre 2016
sabato 19 novembre 2016
Con una mano avanti e l'altra dietro
Povera gente
questi scrittomani,
certi d'esser letti
in ognidove e da chiunque,
lamentano l'assenza
di qualunque reazione,
pur consapevoli di creare scandalo
ad ogni oscena affermazione,
la mediocrità ha grandi spazi
restando in fondo ferma,fermo restando
che buona parte di costoro
usano la penna come calamaio
e il calamaio come penna,
intingendo creano piccole supposte
spacciate come perle di saggezza
insozzando il foglio
con copiosa ed insopportabile leggerezza.
I più dotti articolano in maniera così contorta
da fare invidia perfino a Minosse
che per l'eccellenza del proprio artificiare
sedusse le menti più pregiate,
passatevi una mano sulla coscienza
prima di sputtanarvi in cotal modo
i vostri antenati benchè morti
potrebbero mandarvi al diavolo o all'inferno
laggiù vi trovereste in ottima compagnia
nel girone degli idioti emulanti
così a procedere nel buio per infinito tempo
con una mano avanti a far da lume
e l'altra dietro per non essere inculati.
Giùciaravolo
questi scrittomani,
certi d'esser letti
in ognidove e da chiunque,
lamentano l'assenza
di qualunque reazione,
pur consapevoli di creare scandalo
ad ogni oscena affermazione,
la mediocrità ha grandi spazi
restando in fondo ferma,fermo restando
che buona parte di costoro
usano la penna come calamaio
e il calamaio come penna,
intingendo creano piccole supposte
spacciate come perle di saggezza
insozzando il foglio
con copiosa ed insopportabile leggerezza.
I più dotti articolano in maniera così contorta
da fare invidia perfino a Minosse
che per l'eccellenza del proprio artificiare
sedusse le menti più pregiate,
passatevi una mano sulla coscienza
prima di sputtanarvi in cotal modo
i vostri antenati benchè morti
potrebbero mandarvi al diavolo o all'inferno
laggiù vi trovereste in ottima compagnia
nel girone degli idioti emulanti
così a procedere nel buio per infinito tempo
con una mano avanti a far da lume
e l'altra dietro per non essere inculati.
Giùciaravolo
sabato 5 novembre 2016
Ozio
Nessuno sembra accorgersi
di nulla,nel contempo sono intento
a grattarmi le palle,
come faccio di solito, da anni
tanti anni, troppi,da prima che nascessi,
un'occupazione stabile e di enorme
importanza, sopratutto per lo scroto
che finalmente prende fiato.
Dalla camera da letto
filo subito in cucina
dove mi attende una candela accesa
al centro del tavolo lercio,
quattro bottiglie scolate
un' insalata di vermi, due bucce d'arancia amara
mezzo sigaro interrotto sul più bello
e quattro paia di posate d'antimonio,
mi giro su me stesso
come per scongiurare qualche fallo,
inizio a camminare in senso inverso
intorno al tavolo , con la candela al centro,
continuo per qualche ora questa specie di follia
e ben m'accorgo d'aver creato un solco
in quel pavimento sudicio
sprofondo e mi ritrovo di nuovo al dunque.
Esco per un poco
a prendere per il culo l'umana gente
nulla è cambiato, tutto uguale
come in un disco incantato sul fa diesis,
a poco servono le date cambiate
sui calendari appesi
solo il culo della mia barista
apre uno spiraglio di luce,
questa è proprio una tetra atmosfera
da teatro d'oltretomba,
tutto svanisce appena lei apre la bocca
la fantasia decade in un solo istante
diventando ovvia quotidianità.
Mi gratto le palle
e lo faccio di nascosto,
avere dei segreti m'aiuta a sopportare meglio
la banalità dei forse e degli ancora
sparati a cazzo dalla gente
sulla gente, per la gente.
Bevo quel che rimane di un giorno di lavoro.
Mi precipito per strada
la terra trema e il mio scroto balla
tutti a guardar le mura
l'antica città ha troppa paura.
Una cagna incartapecorita
si lecca le ferite,
sento squittire le quattro comare del rione
puntualmente fanno il punto della situazione,
ritorno sui miei passi inciampando
e mi ritrovo verso casa mia
tutto è come prima,
nulla è cambiato,
presto giungerà la notte
e con paura o senza
io dovrò dormire
continuando a grattarmi le palle.
Giùciaravolo
di nulla,nel contempo sono intento
a grattarmi le palle,
come faccio di solito, da anni
tanti anni, troppi,da prima che nascessi,
un'occupazione stabile e di enorme
importanza, sopratutto per lo scroto
che finalmente prende fiato.
Dalla camera da letto
filo subito in cucina
dove mi attende una candela accesa
al centro del tavolo lercio,
quattro bottiglie scolate
un' insalata di vermi, due bucce d'arancia amara
mezzo sigaro interrotto sul più bello
e quattro paia di posate d'antimonio,
mi giro su me stesso
come per scongiurare qualche fallo,
inizio a camminare in senso inverso
intorno al tavolo , con la candela al centro,
continuo per qualche ora questa specie di follia
e ben m'accorgo d'aver creato un solco
in quel pavimento sudicio
sprofondo e mi ritrovo di nuovo al dunque.
Esco per un poco
a prendere per il culo l'umana gente
nulla è cambiato, tutto uguale
come in un disco incantato sul fa diesis,
a poco servono le date cambiate
sui calendari appesi
solo il culo della mia barista
apre uno spiraglio di luce,
questa è proprio una tetra atmosfera
da teatro d'oltretomba,
tutto svanisce appena lei apre la bocca
la fantasia decade in un solo istante
diventando ovvia quotidianità.
Mi gratto le palle
e lo faccio di nascosto,
avere dei segreti m'aiuta a sopportare meglio
la banalità dei forse e degli ancora
sparati a cazzo dalla gente
sulla gente, per la gente.
Bevo quel che rimane di un giorno di lavoro.
Mi precipito per strada
la terra trema e il mio scroto balla
tutti a guardar le mura
l'antica città ha troppa paura.
Una cagna incartapecorita
si lecca le ferite,
sento squittire le quattro comare del rione
puntualmente fanno il punto della situazione,
ritorno sui miei passi inciampando
e mi ritrovo verso casa mia
tutto è come prima,
nulla è cambiato,
presto giungerà la notte
e con paura o senza
io dovrò dormire
continuando a grattarmi le palle.
Giùciaravolo
domenica 9 ottobre 2016
Sera
Al calar del sole nascosto
arriva inevitabile
l'odiosa sera
puntuale come un orologio rotto,
non nascondo la mia disapprovazione
a quest'ennesima calata
forse perchè oggi come ieri
finisco per esser morto,
non mi dispiace
ma questo gioco a lungo stanca,
distendo la mia anima incartapecorita
sul sedile della gelida panca
più in la verso la notte
il mio tormento giace
dando spazio agli incubi interiori
senza riparo e direzione
m'accingo ad affrontare
la medesima rivoluzione
un girare intorno senza trovar pertugio
meglio morir per qualche cosa
che attendere la morte ogni giorno,
nel proprio involucro,
lontano dagli sguardi indiscreti
quando arriva l'inevitabile e odiosa sera.
Giùciaravolo
arriva inevitabile
l'odiosa sera
puntuale come un orologio rotto,
non nascondo la mia disapprovazione
a quest'ennesima calata
forse perchè oggi come ieri
finisco per esser morto,
non mi dispiace
ma questo gioco a lungo stanca,
distendo la mia anima incartapecorita
sul sedile della gelida panca
più in la verso la notte
il mio tormento giace
dando spazio agli incubi interiori
senza riparo e direzione
m'accingo ad affrontare
la medesima rivoluzione
un girare intorno senza trovar pertugio
meglio morir per qualche cosa
che attendere la morte ogni giorno,
nel proprio involucro,
lontano dagli sguardi indiscreti
quando arriva l'inevitabile e odiosa sera.
Giùciaravolo
lunedì 5 settembre 2016
7 croci
All'ombra dei sottili e silenziosi
frassini arlecchini
vedo attraversare l'aria
dalle polveri sottili,
in controluce
risplende questo movimento
dagli Euganei fino all'Aspromonte
il moto è uguale,
come in una sinfonia di note
senza nè capo nè coda,
un contorcersi contro l'aria
per l'antico dolore,
Bradamante lascia cadere lo scudo a terra
perché è stanca
Filotamo con grazia la sorregge
sussurandole piccoli accenni di note,
ancor non tace
la spavalderia del cuor di giovane
che per sua natura sfida la sorte
giammai l'apprende,
meglio vivere nel gioco
che attendere nel vuoto un piccolo spiraglio
di luce fioca bianca ed aberrante
generato dai capricci di fortuna,
è nel gioco che s'impara a vivere
non nella speranza morta
sperimentare per trovar più soluzioni
consapevole di non raggiungere mai il dunque.
Sette croci
sono state piantate
sul terrazzo sopra casa mia
per ognuna un nome
ad ogni nome una postilla
profonda e sottile
come questa polvere che brilla
contro i raggi del potente sole,
l' arte quando è buona è meretrice
quando non lo è
è letame e basta
inutile ripertersi le cose
la parola scritta
è testimonianza certa
quando è detta
è effluvio di budella.
Prendete un pugno di terra
e stringetelo tra le dita
lì c'è più universo
che nella più gloriosa vita,
coi piedi scalzi fate scivolar l'alluce
sulla crosta dell'antico suolo
sentirete il silente eco delle roventi budella
di questa grande meretrice.
La morte è un' invenzione
che fa paura a tutti
i più scaltri s'arrecano guadagni
sulla follia di quelli che pretendono
per essere stati giusti
un' adeguata ricompensa,
simili a quei ciucci
che si lasciano plagiare dal fattore
che è la vera piaga!
dopo l'ennesima sferzata
una carezza ,qualche promessa
e giusto un po di biada
si continua a vivere da soma
e a perir nell'abbandono di speranza.
Giùciaravolo
frassini arlecchini
vedo attraversare l'aria
dalle polveri sottili,
in controluce
risplende questo movimento
dagli Euganei fino all'Aspromonte
il moto è uguale,
come in una sinfonia di note
senza nè capo nè coda,
un contorcersi contro l'aria
per l'antico dolore,
Bradamante lascia cadere lo scudo a terra
perché è stanca
Filotamo con grazia la sorregge
sussurandole piccoli accenni di note,
ancor non tace
la spavalderia del cuor di giovane
che per sua natura sfida la sorte
giammai l'apprende,
meglio vivere nel gioco
che attendere nel vuoto un piccolo spiraglio
di luce fioca bianca ed aberrante
generato dai capricci di fortuna,
è nel gioco che s'impara a vivere
non nella speranza morta
sperimentare per trovar più soluzioni
consapevole di non raggiungere mai il dunque.
Sette croci
sono state piantate
sul terrazzo sopra casa mia
per ognuna un nome
ad ogni nome una postilla
profonda e sottile
come questa polvere che brilla
contro i raggi del potente sole,
l' arte quando è buona è meretrice
quando non lo è
è letame e basta
inutile ripertersi le cose
la parola scritta
è testimonianza certa
quando è detta
è effluvio di budella.
Prendete un pugno di terra
e stringetelo tra le dita
lì c'è più universo
che nella più gloriosa vita,
coi piedi scalzi fate scivolar l'alluce
sulla crosta dell'antico suolo
sentirete il silente eco delle roventi budella
di questa grande meretrice.
La morte è un' invenzione
che fa paura a tutti
i più scaltri s'arrecano guadagni
sulla follia di quelli che pretendono
per essere stati giusti
un' adeguata ricompensa,
simili a quei ciucci
che si lasciano plagiare dal fattore
che è la vera piaga!
dopo l'ennesima sferzata
una carezza ,qualche promessa
e giusto un po di biada
si continua a vivere da soma
e a perir nell'abbandono di speranza.
Giùciaravolo
venerdì 26 agosto 2016
Teofasto e la regola dell'uovo
Al tempo della seconda crociata
il giovane villano Teofasto
di ritorno dalla disfatta
si preparava al rientro in patria.
In compagnia di Uguccione
amico d'arme e di disavventure
sedevano intorno ad un fioco fuoco
discorrendo su quel che ha da venire,
il giovane villano
avendo speso troppo tempo
lontano dalla giovane compagna
nutriva un serio dubbio della di lei fedeltà,
con animo e coraggio
pose la domanda al vecchio amico
in questo modo:...
Come scopro se lei l'ha data ad un altro?
Uguccione come in battaglia
sempre pronto a dare soluzione
con impeto esclama:
Bisogna che tu prenda un uovo e lo fai sodo,
poi lo avvicini alla vulva della tua compagna
se lo risucchia vuol dire che ha fame
e quindi stai ben certo amico mio
che un uovo solo non le basta
figurati lontano a più di mille miglia
quanti ne ha potuti mangiare
mentre tu ignaro eri in battaglia,
fidati ne può ingerire un gran numero
senza essere mai sazia.
Quindi in quel caso
sentiti tradito e benvenuto
nella compagnia dei cervi imbufaliti.
Se invece l'uovo
viene risputato fuori
è segno che ne ha avuti in abbondanza
e in tal caso sentiti tradito ugualmente.
Del ragionamento il giovane
seguiva ogni passo quasi a voler
scolpire quelle parole
nella pietra nera della gelosia.
Quindi son becco in tutti i casi?
Come tutti noi aggiunse l'amico
meglio non prenderla a male
i dubbi sono come il tarlo
ti fanno seccare a poco a poco
la gelosia poi è roba da insensati
se si potessero contare
tutte le volte che tua moglie col pensiero
mi ha desiderato
saresti sicuramente il più fornito
di tutti noi.
Non prendertela amico mio
la mia è altrettanto
meglio dormirci sopra
tanto al tradimento come all'inganno
non c'è rimedio.
lo scopri solo quando è tardi
Buonanotte.
Giùciaravolo
il giovane villano Teofasto
di ritorno dalla disfatta
si preparava al rientro in patria.
In compagnia di Uguccione
amico d'arme e di disavventure
sedevano intorno ad un fioco fuoco
discorrendo su quel che ha da venire,
il giovane villano
avendo speso troppo tempo
lontano dalla giovane compagna
nutriva un serio dubbio della di lei fedeltà,
con animo e coraggio
pose la domanda al vecchio amico
in questo modo:...
Come scopro se lei l'ha data ad un altro?
Uguccione come in battaglia
sempre pronto a dare soluzione
con impeto esclama:
Bisogna che tu prenda un uovo e lo fai sodo,
poi lo avvicini alla vulva della tua compagna
se lo risucchia vuol dire che ha fame
e quindi stai ben certo amico mio
che un uovo solo non le basta
figurati lontano a più di mille miglia
quanti ne ha potuti mangiare
mentre tu ignaro eri in battaglia,
fidati ne può ingerire un gran numero
senza essere mai sazia.
Quindi in quel caso
sentiti tradito e benvenuto
nella compagnia dei cervi imbufaliti.
Se invece l'uovo
viene risputato fuori
è segno che ne ha avuti in abbondanza
e in tal caso sentiti tradito ugualmente.
Del ragionamento il giovane
seguiva ogni passo quasi a voler
scolpire quelle parole
nella pietra nera della gelosia.
Quindi son becco in tutti i casi?
Come tutti noi aggiunse l'amico
meglio non prenderla a male
i dubbi sono come il tarlo
ti fanno seccare a poco a poco
la gelosia poi è roba da insensati
se si potessero contare
tutte le volte che tua moglie col pensiero
mi ha desiderato
saresti sicuramente il più fornito
di tutti noi.
Non prendertela amico mio
la mia è altrettanto
meglio dormirci sopra
tanto al tradimento come all'inganno
non c'è rimedio.
lo scopri solo quando è tardi
Buonanotte.
Giùciaravolo
Caroselli patoetici
Non so amici miei
da dove prendete ispirazione
per metter in giro
i vostri meravigliosi versi,
sarà colpa della fine dell'estate
o per un certo protagonismo circense
come acrobati e giocolieri
per dire puntualmente sempre la vostra,
le occasioni non mancano
per il consueto sciacallaggio,
se la retorica mi disgusta
la retorica della retorica mi oltraggia,
certe volte mi chiedo
dove siano finite le vostre muse
ammesso che le abbiate mai trovate
in quel caso
sarebbe stato più proficuo
mandarle a battere sulla statale.
Povero verbo italico
che giammai fosti unica cosa
violentato ogni giorno
per il vezzo di raggiungere una nuova forma
allo scopo di ottenere come in un gioco
punti di soddisfazione che non arrivano
al giorno dopo.
Moltiplicare le lettere
non significa aver più erudizione
la logica di certe vostre esternazioni
mi ferisce fino a farmi genuflesso
in questo marasma di scopiazzature
a destra e a manca
nessuno dice
e tutti scrivono per sentito dire.
in questo modo
gli equivoci prendono maggiore spazio
fino a confondere un capezzolo
col capezzale.
Da cosa nasce cosa
in questo modo
dall'errore vengono fuori
veri e propri mostri,
fino a confondere
la vita con la morte
dimenticando che abitano nella stessa casa.
A noi piace credere
alle nostre fantasie
dimenticando che ogni giorno
è un giorno in meno ed uno in più per maledire,
credere ed obbedire non allunga il divenire.
Sappiate che quel che scrivo
è frutto del mio discernimento
mandatemi pure al diavolo se volete
e ricordate che il centro è ovunque
e la circonferenza da nessuna parte.
Giùciaravolo
da dove prendete ispirazione
per metter in giro
i vostri meravigliosi versi,
sarà colpa della fine dell'estate
o per un certo protagonismo circense
come acrobati e giocolieri
per dire puntualmente sempre la vostra,
le occasioni non mancano
per il consueto sciacallaggio,
se la retorica mi disgusta
la retorica della retorica mi oltraggia,
certe volte mi chiedo
dove siano finite le vostre muse
ammesso che le abbiate mai trovate
in quel caso
sarebbe stato più proficuo
mandarle a battere sulla statale.
Povero verbo italico
che giammai fosti unica cosa
violentato ogni giorno
per il vezzo di raggiungere una nuova forma
allo scopo di ottenere come in un gioco
punti di soddisfazione che non arrivano
al giorno dopo.
Moltiplicare le lettere
non significa aver più erudizione
la logica di certe vostre esternazioni
mi ferisce fino a farmi genuflesso
in questo marasma di scopiazzature
a destra e a manca
nessuno dice
e tutti scrivono per sentito dire.
in questo modo
gli equivoci prendono maggiore spazio
fino a confondere un capezzolo
col capezzale.
Da cosa nasce cosa
in questo modo
dall'errore vengono fuori
veri e propri mostri,
fino a confondere
la vita con la morte
dimenticando che abitano nella stessa casa.
A noi piace credere
alle nostre fantasie
dimenticando che ogni giorno
è un giorno in meno ed uno in più per maledire,
credere ed obbedire non allunga il divenire.
Sappiate che quel che scrivo
è frutto del mio discernimento
mandatemi pure al diavolo se volete
e ricordate che il centro è ovunque
e la circonferenza da nessuna parte.
Giùciaravolo
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