domenica 2 marzo 2014

ONORA IL PADRE

           L'albero della conoscenza
           dal proibito frutto
           fu posto nell'incantato giardino
           da un dio farabutto

           sapendo che dell'uomo
           essendo creatura sua
            mai avesse potuto privar
           la sensazione pura
          di provar l'ebrezza
          di gustar natura

          quel che più m'indegna
          e' la punizione
          alla donna col dolore
          e all'uomo col faticoso sudore

          facendo i conti un po'
          ci si capisce che
          e' dio che decide
          e noi possiamo niente

          dell'anima che dir
          si brucia a fuoco eterno
          come fosse paglia secca
          o come abbacchio al forno

          di immolar la vita
          per giunger a tal scopo
         fosse stato meglio
          nascer come topo

          per cortesia fatemi scendere
         da questo terribile carosello
         di frutti ne mangio a dismisura
         perché proibir e' contro natura

         a mio padre
         che e'di calli e ossa
         innalzo il monumento
        della divina specie
        perché tutto diede
        e mai nulla chiese.

G.Ciaravolo

in civilization

sabato 1 marzo 2014

In viaggio con J S BACH

Il più brigante 

Quanta gente
convinta di illusione
cosparge in ogni dove
sostanza ed emozione

un numero , una serie
un tiro alla sorte
per continuar a sognar
lontan da dove siamo

qualcuno furbamente
ci ricava gran pecunia
ma uno solamente
è colpevole due volte

è quello che per tutelarsi
affigge insieme al prodotto fraudolento
un può arrecare danno
al giocatore assai accanito

certo perder sempre
ma con moderazione
può aiutare l'uomo
ad esser dissanguato lentamente

la chiamano ludopatia
ma il termine esatto
è pecuniofilia,
nessun giocatore anche se imbecille

scambierebbe una vittoria al gioco
per altra occupazione edificante
la fame del danaro ad ogni costo
rende gli uomini tutti tipi loschi

e il padre del paese
adegua la sua veglia
per riscuoter taglia
sul tentativ di chi anela alla vittoria

aveva ragion il buon Erasmo
a dir che l'uomo è fatto
per creder più a bugie
che a verità di fatto

nell'agonia di ogni giorno
attimi fugaci di convinzione assurda
accompagnano schiere di persone
a schiavitù completa come gladiatore

ritenuto in vittoria come vincitore
ma restando egli stesso
un gran perdente.

GiuseppeCiaravolo

Virtuale o reale?

 Spesso leggendo qua e la post dei vari iscritti a fb e su altri social network, trovo spesso il termine rete( come se si trattasse di un insieme di fili collegati a maglia con lo scopo di trattenere qualcosa)invece che connessione che a mio parere è più adatto , ma il termine più paradossale e quello di considerare quest'insieme di espressioni'' reali'' come virtuali.Bisognerebbe allora chiedersi che cosa è veramente reale e cosa non lo è, forse diamo sempre più importanza a quelle convinzioni che ci costringono a tenere i piedi per terra, perché si sa in un mondo sempre alla ricerca del futile e di una felicità spesso onerosa e sopratutto non consentita a tutti induce a convincerci che non ci è permesso immaginare un modo più autentico e gratuito di condividere le proprie emozioni.Amici miei la differenza non esiste è l'ennesimo luogo comune che ci viene somministrato dalla sottocultura nazional-popolare in cui l'individuo con le sue molteplici sfumature e curiosità creative è solo un numero (cosa assolutamente falsa)La virtù espressa a volte anche inconsapevolmente è molto più reale della finta omologazione di un sistema che non ha più nulla da dire a parte i soliti comandamenti del consumismo e dell'arricchimento col danaro.Musica, arte e creatività vengono captati dal grande calderone per fare cibo consumistico snaturando la vera essenza della creazione che è il godimento della stessa


 Giuseppe Ciaravolo

ricordo